La Legge di Bilancio ha confermato i 3 scaglioni delle aliquote IRPEF, che erano già stati introdotti con la Legge di Bilancio 2024, che sono:

  • aliquota fiscale del 23% per redditi annui lordi fino a 28.000 euro
  • del 35% per redditi da 28.000 e fino a 50.000 euro
  • del 43% per redditi oltre i 50.000 euro

 

Per quanto riguarda invece il taglio del cuneo fiscale sono state introdotte delle modifiche.

Fino al 31 dicembre 2024 era previsto il cosiddetto taglio del cuneo fiscale, ossia uno sgravio contributivo, pari ad una riduzione del 6% dei contributi previdenziali per i redditi fino a 35mila euro e del 7% per i redditi fino a 25mila euro.

In busta paga questo sgravio fiscale si trovava alla voce IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) della Legge 197/2022.

Senza sgravio fiscale la aliquota previdenziale IVS a carico del lavoratore è pari al 9,19%, che (unita alla quota a carico del datore di lavoro del 23,81%) è in totale pari al 33% del RAL.

Con la Legge di Bilancio 2025 questo sgravio fiscale è stato sostituito con due misure, che sono tra loro complementari.

Ed ora si parla non più di RAL – Reddito Annuo Lordo, ma di reddito complessivo; quindi, si tiene conto non solo del reddito da lavoro dipendente, ma anche di eventuali altri redditi.

Per i lavoratori (sono esclusi i pensionati) con un reddito complessivo fino a 20mila euro lo sgravio contributivo si calcola con una percentuale che decresce al crescere del reddito: In pratica, sono previsti 3 scaglioni:

  • 7,1% se il reddito non è superiore a 8.005 euro
  • 5,3% da 8.005 a 20mila euro
  • 4,8% se il reddito è superiore a 20mila euro

Ad esempio, se il lavoratore dipendete ha un reddito di 14mila euro, lo sgravio fiscale sarà pari a 742 euro nette, che non verranno assoggettate ne a contribuzione ne a tassazione.

Se invece si ha un reddito complessivo da 20mila e 32mila euro è prevista una riduzione fissa di 1.000 €, che troviamo in busta paga alla Voce Ulteriore detrazione.

Oltre 32mila euro e fino a 40mila euro la detrazione diminuisce gradualmente fino ad azzerarsi ed in particolare l’importo corrisponde al prodotto tra 1.000 euro e l’importo corrispondente al rapporto tra 40.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 8.000 euro.

CHI CI GUADAGNA E CHI CI PERDE?

Secondo i calcoli effettuati dal Consiglio nazionale dei commercialisti lo spartiacque solo i 35.000 euro di RAL, che avrà un vantaggio di 1.000 €, che decresce fino ad azzerarsi per i redditi fino a 44.000 euro

Chi invece guadagna meno di 35.000 € avrà circa 100 euro nette in meno.

Ma chi guadagna fra 8.500 e 9.000 € avrà 1.200 euro nette in meno; ossia 2 mensilità

 

È previsto un esonero contributivo pari al 100% della quota IVS a carico delle lavoratrici madri di due o più figli con un reddito fino a 40.000 €

 

Per le detrazioni dei figli a carico è stato introdotto il limite dei 30 anni di età, con esclusione dei figli disabili.

 

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