Cambiano le regole per la pensione anticipata.
Con la Riforma Fornero era possibile andare in pensione anticipata con 64 anni di età e almeno 20 anni di contribuzione.
Dal 2025, per chi ha cominciato a contribuire dal 1995 (lavoratori interamente contributivi) potranno andare in pensione anticipata a partire dai 64 anni, sfruttando la possibilità di cumulare una quota della rendita proveniente dalla previdenza complementare.
La quota integrativa della previdenza complementare consentirà di raggiungere la soglia minima di pensione richiesta per usufruire di questa opzione.
La soglia corrisponde a 3 volte l’assegno sociale, che si riduce a 2,6 per le donne con figli (2,8 per le donne che un solo figlio) e che dal 2030 salirà a 3,2 volte.
L’assegno sociale è pari a 534,41 €. Quindi la soglia minima per la pensione anticipata è pari a 1.603,23 €, che si riduce a 1.389,47 € per le donne con figli.
In questo caso saranno però necessari almeno 25 anni di contributi, che saliranno a 30 anni dal 2030.
Per i lavoratori integrativi che non aderiscono alla presidenza integrativa, i requisiti per la pensione anticipata restano quelli stabiliti dalla riforma Fornero (64 anni di età e 20 anni di contributi).
In sostanza, per la prima volta nella previdenza italiana si potranno cumulare la previdenza obbligatoria con quella integrativa per uscire prima dal lavoro.
Ma in realtà la platea che potrà utilizzare questa opzione è molto limitata.
Infatti, coloro che quest’anno compiono 64 anni sono la classe 1961 e devono essere lavoratori che non abbiamo versato contributi prima del 1996.
Vuol dire che devono aver iniziato a lavorare a 35 anni?
Ma anche andando avanti di 5 anni. Andiamo nel 2030.
La classe che farà 64 anni nel 2030 è la classe 1966 e avrebbe dovuto iniziare a lavorare a 30 anni